Osare la Speranza

  CIAO DON !

La mia coscienza di uomo e di prete
che intende coniugare fede e impegno civile è in difficoltà a prendere la parola. Dov’è la fede?
Nelle crociate moralistiche? Dov’è la politica? Nei palazzi? Dove sono i partiti? Sempre più lontani.
È una vera eutanasia della
democrazia, siamo tutti corresponsabili, anche
le istituzioni religiose»

«Mai finora ci siamo ritrovati con         animo così turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro bel Paese, a una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica.

— Don Gallo
“Peccato che Don sia un prete, se fosse un politico, avremmo trovato il nostro leader” Loris Mazzetti
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i Poli dell’abitare crescono, ma devono comunicare e sostenersi a vicenda

 

Sono passati ormai quattro anni da quando illab (allora spazio residenzialità) ha lanciato l’idea dei Poli e devo dire che il progetto nei territori ha camminato e sta camminando,certo, in maniere diverse,legate alle sensibilità delle persone che con entusiasmo hanno sviluppato il progetto .

Credo sia necessario ora trovare la forma affinchè,questo patrimonio culturale e progettuale ,possa essere utile a tutti per provare a far crescere, nei territori quella mutualità necessaria al sostegno dei nostri progetti ,complessi ma riproducibili .

il polo aveva e ha nel suo dna un territorio di riferimento sovracittadino,una logica di città metropolitana che dovrebbe aiutarci a superare la sindrome del cigno nero,rispetto alla città di Milano, credo che questo approccio,se fatto nostro ci dà una dimensione di servizio verso le realtà più piccole e di periferia e dà ossigeno alle realtà di periferia rispetto all’isolamento culturale che spesso le sovrasta .

Dobbiamo trovare un modo facile per aumentare il passaggio d’informazione rispetto alle buone prassi nei territori sul tema dell’abitare e non solo , che non costi molta fatica ma che ci permetta di sentirci parte di una rete che va aldilà dei nostri confini territoriali.

Sono convinto che se lavoreremo insieme per questo obiettivo anche i nostri progetti territoriali ne trarranno giovamento,anche perchè le persone con disabilità,spesso trovano casa non nel territorio d’origine…

attendo contributi e riflessioni in vista della riunione dei referenti dei poli che,aperta a tutti,si terrà il

4 aprile alle 14 in csv

buona giornata

guido de vecchi

terzo settore,mutualità e condivisione per nuovi progetti venerdì 8 febbraio

  • AL RISTORANTE in CASCINA CORIASCO LACCHIARELLA
  • venerdì 8 febbraio alle ore 20( punto progetto della rete SUD MILANO,delle cooperative e delle associazioni in Rete)ristorante gestito dalla Cooperativa Cascina BIanca e dai suoi lavoratori appartenenti alle categorie protette,

    vi proponiamo

    una serata per riflettere insieme

    a

    CHIARA CREMONESI

    CANDIDATA DI SEL alle regionali x AMBROSOLI PRESIDENTE

    sulle tematiche a noi care,individuando anche alcuni punti prioritari su cui Chiara potrà essere nostra portavoce .

    Davanti alla gravità della situazione politica,il terzo settore non può non essere di parte ed scegliere apertamente di appoggiare uno

    schieramento ed alcuni candidati che vogliono mettere al centro del loro programma la progettazione sociale e la solidarietà partendo dai

    gesti concreti di prossimità che si possono promuovere nei territori

    “A cosa sarà servito avere le mani pulite, se le avremo tenute in tasca?”
    (Don Lorenzo Milani)

    * per problemi organizzativi,avremmo bisogno di avere la prenotazione entro  martedì sera,

    il costo della cena sarebbe  € 16  ma sarà ad offerta libera per non limitare la partecipazione 

    grazie!

    COME RAGGIUNGERE CASCINA CORIASCO

    http://goo.gl/maps/Gm6HP

     

    percorrendo la strada  che da badile porta a lacchiarella,dopo 3 minuti di auto sulal destra c’è un bivio per cascina coriasco,prendetelo e vedrete sulla vostra sinistra un grande parcheggio di fianco alla cascina .

    in fondo al parcheggio c’è un’entrata laterale alla cascina direttamente nel porticato del ristorante

avere una visione trasversale e una progettualità inclusiva

Soprattutto sul tema dell’abitare,ma non solo , è necessario che insieme sviluppiamo,la capacità di lavorare in rete trovando punti di contatto anche con mondi che all’apparenza sembrano lontani.

Negli ultimi 30 anni il mondo della disabilità ha creduto che  il lavoro lobbistico fosse garanzia per la tutela dei diritti delle fasce della popolazione a cui si riferiva,ottenendo qualche successo che la crisi rischia di spazzar via,non essendo ancorato ad una reale cultura della solidarietà che avrebbe dovuto produrre cambiamento sociale partendo da diverse priorità di Valori.

Ma per  essere attori di cambiamenti culturali dobbiamo trovare alleanze e denominatori comuni che ci permettano di non essere nicchia tra i bisogni ma bisogno fondamentale, la cui soluzione è indicatore della civiltà di un Paese.

il tema dell’abitare e non del ricoverare,della casa e non dell’ospizio  aprono alleanze nuove e nuove visioni

l’Abitare come uso corretto del suolo bene pubblico,delle rinnovabili,della prossimità nei quartieri,della cultura del buon Cittadino della sobrietà e dell’uso consapevole delle risorse comunali sono le precondizioni per dire che stiamo realmente lavorando per il benessere anche delle persone con disabilità,persone con disabilità e loro famiglie non ripiegate sulle loro sofferenze ,ma aperte a costruire e sperimentare insieme ad altri,modelli nuovi di convivenza utili alla comunità tutta e quindi anche a loro .

La sofferenza personale spesso non ci permette di avere queste visioni,quasi che il mio dolore ,le mie preoccupazioni siano più grandi del dolore e delle preoccupazioni degli altri e così pretendiamo che gli altri s’interessino al nostro mondo  non ricordando che ne potremo uscire solo insieme .

Meno reti tematiche e più reti sui bisogni: la cultura,la casa,il tempo libero,il diritto alla cura, guidati da quel “m’interessa” che è chiave di una società civile .

“I Care,m’interessa” nuove lenti da ricostruire insieme nei territori dove spesso la solitudine è il risultato della nostra incapacità ad ascoltare e giocarci in prima persona dove il luogo comune è” il disabile non conta elettoralmente il vecchietto sì,le giovani coppie ni, il diagio psichico ?”, ma la casa che è un bisogno per tutti per esempio  come conta ?

una proposta della rete illab ad Aler e al comune di Milano

Le persone con disabilità,nell’accezione della convenzione ONU,avrebbe diritto a subentrare nel contratto di affitto delle case aler alla morte dei genitori. spesso il progetto di vita non permette questa autonomia e la Persona con disabilità perde un altro diritto :il diritto ad avere una casa.Per sopperire a ciò proponiamo che ogni 3 alloggi in cui non sia possibile il subentro del figlio/a l’aler destini un alloggio più grande per la creazione di una residenza collettiva che potrà essere CASA di chi non può vivere in totale autonomia .Continua a leggere…

patto per la Casa promosso da regione lombardia CIESSEVI è presente per rappresentare anche noi

Csv e Patto per la casa

Ciessevi,che partecipa alla rete de illab  è stato invitato al tavolo di lavoro per il patto per la casa , collaborerà sulle azioni che verranno concordate in cui il volontariato sarà protagonista portando le nostre idee per sviluppare nuovi progetti .