polo sud area distretto 6 ex asl 2

 23022011(001)

A Rozzano,polo sud, l’embrione di un progetto promosso anche dalla rete locale ads: persone in rete in varie  tipologia di casa …  Per un ABITARE diffuso

Dalla solitudine alla condivisione
I Quattro poli ,sono nati dalla consapevolezza che la sfida anche della Casa
per le persone con disabilità (ma non solo) possa essere vinta solo con un
lavoro di rete sui territori,in profondo Spirito di servizio reciproco tra le realtà
coinvolte .
Il modello di riferimento è un territorio delimitato nello spazio e nella storia locale,
in cui agiscono vari attori dell ’associazionismo della cooperazione e delle
fondazioni sviluppando coesione sociale fra i cittadini che vi abitano,con
particolare attenzione alle fasce deboli,in primis le persone disabili.
I poli mirano ad una dimensione che superi i confini territoriali,nel nostro
caso,della città di Milano,entrando in una logica di città metropolitana che può
facilitare le risposte alle persone disabili in questa grande area urbana.
I poli facilitano la rilevazione dei bisogni e la pianificazione delle risposte
possibili ,sviluppano collaborazioni fra le realtà dello stesso territorio,limitando “le
solitudini”dei cittadini e delle organizzazioni, evitando ciò che si sta
rilevando,cioè che la progettualità si sta sviluppando quasi esclusivamente sulla
disabilità medio lieve con caratteristiche relazionali .
Un Polo può trovare il coraggio anche di attivare progetti in rete per fasce più
complesse della disabilità creando sistemi di protezione economico/
organizzativi per la realtà del terzo settore che si candida ad essere referente del
progetto.
l’abitare diffuso
Nel polo si sviluppa il concetto dell’albergo diffuso , modello mutuato dal
settore turistico :
abitare sociale diffuso, in un territorio definito l’offerta abitativa è data da una
rete di residenze non ubicate nello stesso spazio ma collegate fra loro, con
stessi referenti amministrativi e gestionali.
Tale concetto nel mondo della disabilità ci permette di collegare fra loro realtà
abitative differenti (anche con pesi assistenziali diversi ) che si adattano al
progetto di vita degli inquilini creando economie di scala .
Nella riunione bimensile dei poli, le realtà trovano il momento di analisi, formazione e riflessione metodologica sui temi legati alla residenzialità e una visione macro dell ’azione, nei poli il momento gestionale ,
progettuale locale, di accoglienza delle famiglie del territorio,di promozione del
volontariato .
Le proposte che nascono da queste aggregazioni territoriali, andranno riportate ai
tavoli dei pdz di riferimento,tale raccordo con i pdz è indispensabile per evitare
inutili sprechi di risorse e possibili sovrapposizioni .

“abitare diffuso ” prevede quindi  una solida realtà territoriale di riferimento che
funge da capofila e coordinamento
1 una rete di abitazioni collegate css , microcomunità rsd
2   alcune associazioni e coop in ats
3  la definizione di un territorio di riferimento controllabile con spostamenti non
superiori ai 20 min  auto
4 una fondazione di partecipazione che lavori sulla coesione sociale,la raccolta
fondi immobiliari e mobiliari a favore di tutta la rete degli stakeholders
cosa mettere in rete ?
1 le realtà che gestiscono o che vogliono gestire case su un determinato
territorio
2 l’associazionismo del territorio
3 i gruppi spontanei
4 le famiglie del territorio
5 le agenzie di aggregazione (parrocchie,centri sociali ecc)
6 il consiglio di zona/il pdz
. Per quale territorio ?
indicatori per definire il bacino territoriale :
– appartenenza allo stesso pdz o a pdz limitrofi
– valutazione della rete viaria e dei trasporti che possa permettere
una facilità di spostamenti
– un diametro del territorio non superiore ai km 6 per la città di Milano e 15 fuori
città
– una centrale operativa di coordinamento :
non è una sede fisica ma virtuale
(centrale perchè punto di riferimento della rete del territorio coordinamento
delle risorse sui servizi,definitore di accordi di collaborazione e utilizzo del
personale e delle risorse necessarie all’assistenza, fra le varie realtà della rete.
un esempio: sarà la centrale che definito un bisogno casa individuerà la risorsa
di rete più vicina a cui chiedere l’invio del personale a domicilio,questo per i casi
delle persone che vivono da sole , invio che proviene dalla residenza più vicina
al domicilio del disabile
I punti di forza
economie di scala
miglioramento delle capacità di collaborazione della rete
maggior senso di sicurezza degli ospiti che vivono soli
comunicazione più incisiva della rete sul territorio
attuazione di un sistema della residenzialità territoriale
-formazione e reperimento del personale
queste funzioni vengono svolte dal punto di coordinamento per tutta la rete con
attenzione al benessere sia degli ospiti che dei lavoratori
-Trasporti
creazione d un servizio unico di trasporti sul territorio
Volontari
reperimento e formazione

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