vi ricordate l’associazione di Ravarino modena ?il terremoto,lo splendido lavoro con le persone disabili del modenese ?

aiutiamo Paola e le sue famiglie a non interrompere un progetto innovativo nel territorio

scrive Paola :

Cari colleghi,

come molti di voi sanno già, il Centro La Lucciola per il quale lavoro da anni insieme alla Dott.ssa Lamacchia rischia seriamente la chiusura. Questa situazione si è creata per il progressivo ridursi di invii di ragazzi da parte del Servizio Pubblico di Neuropsichiatria Infantile. Le rette attuali – se non ci saranno dei cambiamenti – non ci consentiranno di sopravvivere che per pochi mesi. Questa situazione si è determinata lentamente nel corso degli ultmi 4 anni e vi abbiamo fatto fronte utilizzando le risorse economiche accantonate in anni passati: abbiamo sempre avuto un’amministrazione economica prudente e sobria e questo ci è servito per “resistere” in questi anni. Ora però le riserve sono finite.

Perché gli invii si sono ridotti? E’ una risposta complicata: c’è senz’altro di mezzo il solito dirigente ostile; c’è senz’altro di mezzo un interesse sempre più rivolto solo all’autismo che va curato con metodi comportamentisti. Ma c’è di mezzo, soprattutto, la progressiva contrazione delle risorse di cura per i disabili (specie se gravi) che dovrebbero essere gestiti, in primis, dalla scuola. Il fenomeno che si sta verficando è che i tecnici avvallano l’idea che la disabilità sia un problema primariamente sociale e non medico-riabilitativo e i politici sono ben felici di scaricare altrove la spesa sanitaria. La Lucciola cerca di curare bambini e lo fa con intensità (la maggior parte frequenta almeno una giornata, ben 8 ore di cure !!), un peccato imperdonabile. E, ovviamente, ci va a corollario che la Lucciola ha idee “vecchie” e non adeguate al comportamentismo imperante.

Avevamo già subito un colpo durissimo col terremoto e stiamo ancora “sopravvivendo” nelle casette (i lavori cominceranno fra pochi mesi e dureranno 4 anni!). Poi un altro era arrivato due anni fa quando, con l’accreditamento regionale, avevano fissato la soglia degli 11 anni per accedere al Centro (ma non è più vero che prima si cura e meglio è?). Ora siamo a fine corsa.

In questo momento i genitori dei ragazzi – che sanno e vedono i cambiamenti dei loro figli – stanno facendo la malora per sostenere il Centro, sono attivissimi e molto determinati. Noi, che in genere non amiamo molto la visibilità pubblica, siamo ora proiettati in una dimensione strana, alle prese con giornali e tv che seguono attentamente la vicenda grazie proprio alle famiglie.

Voi sapete che non abbiamo mai avuto appoggi politici, il nostro lavoro vien fuori da fatica, impegno, passione. Oggi, però, di appoggi abbiamo grande bisogno, soprattutto dai tecnici (operatori della riabilitazione, medici, psicologi, insegnanti …) per contrastare quest’idea: che non vale la pena curare i bambini e che La Lucciola lo fa in un modo non adeguato.

Mi permetto perciò di disturbarvi per chiedervi la disponibilità a firmare l’appello che trovate in allegato e, se potete, farlo firmare ad altri … in questi giorni così convulsi ho senz’altro dimenticato qualcuno che ci conosce e ci apprezza.
Per noi sarebbe una cosa davvero preziosa.

Altre notizie potete vederle su lalucciola.org

Vi ringrazio di cuore

Paola Sarti

appello-per-il-centro-la-lucciola

PS: potete rispondermi qui o sul mio cell 329 3169377 anche con whatsapp … grazie ancora

 

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