BIBLIOTECA VIVENTE AL MUSEO DEL NOVECENTO PER IL WORLD MENTAL DAY

con piacere vi segnaliamo un evento che si svolgerà al Museo del Novecento il prossimo il 10 ottobre.

Cordiali saluti
Davide Motto
Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione (cell. 3488568166)
Ulderico Maggi
ABCittà e Biblioteca Vivente (cell. 3384638051)
ulderico.maggi@abcitta.org

BIBLIOTECA VIVENTE AL MUSEO DEL NOVECENTO PER IL  WORLD MENTAL DAY
I Libri Umani raccontano l’Arte di Vivere nel Contemporaneo

MILANO, 10 OTTOBRE, MUSEO DEL NOVECENTO – Ci sarà Michele, che racconta come la pittura sia diventata prima il mezzo per visualizzare le proprie ossessioni, poi una professione vera. Ci sarà Alessandra, che parla di quel velo che si frappone tra chi è sano di mente e chi no. E ci sarà Leonardo, che con grande ironia dimostra quanto genio ci sia nella pazzia. Solo alcuni tra i venti Libri Umani che il 10 ottobre prossimo al Museo del Novecento di Milano saranno a disposizione del pubblico con altrettante storie pronte per essere raccontate a chi vorrà “consultarli”. L’obiettivo: abbattere qualche pregiudizio intorno al disagio mentale. È la sfida che Biblioteca Vivente – insieme al Tavolo della salute mentale del Comune di Milano (che include tutti i Dipartimenti di Salute Mentale e il Coordinamento milanese salute mentale Terzo e Quarto settore), Cooperativa Lotta contro l’emarginazione, Cooperativa ABCittà, Ala Sacco, e Dsm di Busto Arsizio, Tradate, Saronno – lancia in occasione della World Mental Health Day 2015, giornata mondiale della salute mentale indetta dall’Oms sul tema della Dignità. Per celebrarla, appuntamento nel cuore della città in luogo di grande bellezza – promotore di cultura, pluralità di visioni, relazioni, aperto gratuitamente al pubblico nel giorno del Contemporaneo. Spazio di consultazione: la sala Fontana, all’ultimo piano del Museo, dove ciascun utente della Biblioteca potrà scegliere uno o più Libri Umani da ascoltare (per circa mezz’ora) in base al titolo e a una quarta di copertina. «”I pazzi sono pericolosi”, “sono tutti violenti”, “fanno paura”, “non ci si può parlare”: tutti stereotipi che traggono la loro forza dalla non conoscenza dell’altro, dalla mancanza di occasioni di incontro, e lasciano ampio spazio alla costruzione di categorie: gli stranieri, i disabili, i detenuti, i rom, i malati di mente», spiega Ulderico Maggi, di Biblioteca Vivente e ABCittà. «Nella realtà le categorie non esistono: esistono le persone con le loro storie, la quotidianità, l’orgoglio di avercela fatta, nonostante il disagio. Dopo 13 edizioni di Biblioteca Vivente – riguardanti le più diverse realtà sociali – ci siamo resi conto che l’incontro, la relazione con l’altro, sono strumenti potentissimi. L’esperienza nasce nel 2000 in Danimarca, quando un gruppo di giovani cerca un modo creativo e coinvolgente per rispondere a un violento episodio di razzismo, al di là delle tradizionali forme di denuncia. Così, in luogo dell’ennesimo convegno, ecco l’idea di Human Library. Dal 2003 il Consiglio d’Europa l’ha riconosciuta come buona prassi, e continua a incoraggiarla. Utilizzare Biblioteca Vivente nel contesto della salute mentale – nella giornata che l’Oms dedica al tema “Dignity in mental Health” significa avviare un confronto sulle divisioni che intercorrono tra chi e sano e chi soffre, tra chi non conosce il tema e chi lo vive in prima persona o ne è a stretto contatto, oltre che interpretare al meglio le potenzialità di queste persone. Per avvicinare mondi che a volte coesistono l’uno a fianco all’altro senza comunicare mai». Come conferma chi il disagio mentale lo segue da vicino: «Questa formula dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia utile rompere l’isolamento, dialogare con altri, raccontarsi», dice Sonia Rinaldi, psichiatra dell’Azienda Ospedaliera Sacco di Milano. «Se il perché fino a ieri era intuitivo, oggi è la ricerca scientifica a spiegarcelo. Succede infatti che la parola, la vicinanza, lo sguardo, insomma il contatto diretto tra le persone, attivino meccanismi neurofisiologici alla base dell’empatia (vedi i neuroni specchio). Rispecchiarsi nell’altro, comprendere le sue emozioni, è uno scambio che non risulta mai a senso unico, ma una “cura” per due: per chi parla, e per chi ascolta». Pronti a raccogliere la sfida?

Dove e come
·     Museo del Novecento di Milano (all’interno della sala Fontana)
·     dalle 16.30 alle 20,30.
·     La consultazione di un “libro vivente” dura circa mezz’ora.
·     L’ingresso al Museo è gratuito per tutta la giornata dell’Arte contemporanea.
Info bibliotecavivente.org, museodelnovecento.org, cooplotta.it, abcitta.org, who.int/mental_health/world-mental-health-day/en/
Organizzatori

L’iniziativa è promossa dal Tavolo permanente Salute Mentale di Milano (che include il coordinamento milanese Terzo e Quarto Settore e i DSM della città di Milano). Organizzano:
Museo del Novecento, Polo Arte moderna e Contemporanea (DC Cultura)
· Settore Domiciliarità e Cultura della Salute (DC Politiche Sociali e Cultura della Salute) Comune di Milano
· Cooperativa Lotta contro l’emarginazione Sesto San Giovanni
· Cooperativa ABCittà Milano
· Ala DSM A.O. Sacco Milano
· Unità Operativa di Psichiatria Saronno
· Cooperativa Sociale Sun-Chi di Saronno

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