POLO OVEST 9 Aprile 2015 presso il CDZ 6

Presenti:

  1. Claudio Russignaga genitore CDD Noale
  2. Alfredo Baroncelli genitore CDD Gabbiano
  3. Federica Annati genitore CDD Gabbiano
  4. Lorenzo Boati CDZ 7
  5. Marco Cormio Consiglio Comunale
  6. Roberto Acerboni CDZ 6
  7. Pinucci Pisoni Coordinamento Genitori CDD milanesi
  8. Tomassone Assunta familiare CDD Don Gnocchi/Ass. Genitori Don Gnocchi
  9. Pacchioni Annamaria Ass. Genitori Don Gnocchi
  10. Barbaglio Giovanni Ass. Genitori Don Gnocchi
  11. Gabriella Mosca Fondazione Durante noi
  12. Bianca Cappellato Piccolo Cottolengo Don Orione
  13. Mondoni Daniela Coop Gabbiano Servizi
  14. Maria Consolino Coop Cascina Bianca
  15. Daniela Pescarolo Coop Coesa
  16. Aniello Dragonetti Ass. Il Gabbiano
  17. Giovanni Esposito CdZ 6
  18. Alice Donato Handicap…su la testa!
  19. Magda Pettinari CasaLulù
  20. Angela Giussani genitore CDD Vismara
  21. Vittorio Tavolato CdZ 6
  22. Eugenio Garlaschelli CdZ 6
  23. David Scagliotti Coop Azione Solidale

O.D.G.:

1) Comunicazioni dal coordinamento dei poli

2) Portale Milano Famiglie

3) Il punto sulla situazione delle case per le pcd delle zona ovest con gli aspetti positivi e negativi delle esperienze finora maturate.

  1. C’è stato il coordinamento dei poli in cui si è discusso di “Immaginabili Risorse”. La proposta del coordinamento dei poli è : “ ogni polo individua un progetto significativo replicabile da sviluppare in rete su cui sviluppare una ricerca azione, progetto da identificare come “Casa dei Beni Comuni “ laboratorio per sviluppare collaborazioni nei quartieri.

CASA DEI BENI COMUNI come :

luogo di sviluppo di ogni singolo progetti

d’incontro con le altre realtà e cittadini del quartiere

laboratorio di formazione e informazione

punto di riferimento per gli ads

portale reale e non virtuale delle iniziative in essere o di

idee progetto che necessitano di risorse economiche e umane per concretizzarsi

Lo sviluppo dei quattro progetti diviene patrimonio comune della rete e elemento oggettivo per consolidarla. Ogni progetto avrà una visione trasversale partendo dai bisogni e non dalla disabilità, attivando tutte le sinergie possibili nel territorio.

L’obiettivo di un welfare comunitario territoriale ribalta le vecchie logiche partendo da ciò che possiamo fare noi per la nostra città, sviluppando quella Cittadinanza Attiva, interlocutore privilegiato di un’amministrazione locale attenta e trasparente .

Solo con il nostro fare nei quartieri potremo anche accendere i riflettori sui bisogni specifici delle nostre famiglie .” Dal documento del coordinamento dei Poli (Guido De Vecchi)

Il 28 aprile alle ore 9,30 presso la sede di Azione Solidale in via Gabetti, 15 sono invitate le realtà del Polovest interessate ad un confronto e a proposte e progettazioni comuni su questo tema

  1. E’ attivo il portale “ Milano famiglie” del Comune di Milano per informare sui servizi e gli eventi del territorio. Sarà presentato nelle zone per poi riportarlo nelle diverse reti territoriali. Si propongono per il Polovest Nello Dragonetti per zona 7 e Daniela Pescarolo per zona 8 oltre a David Scagliotti e Claudio Meazza. Le persone che si sono proposte saranno invitati all’incontro.

  1. Punto della situazione delle case del territorio:

Progetto Figino: Gabriella Mosca della Fondazione Durante Noi espone il loro progetto e ribadisce le difficoltà già esposte nel precedente incontro del polo. La situazione è bloccata ma si spera di poter continuare. Gabriella Mosca chiede di potersi confrontare con altri per i progetti e che il poli dovrebbero essere un luogo di confronto concreto sui progetti.

Casa Cenni: Tomassone e Pacchioni dell’associazione “Genitori don Gnocchi” spiegano l’esperienza del loro appartamento di via Cenni. Tre persone con due assistenti alla persona. Esperienza positiva, autonomia della famiglia, miglioramento della qualità della vita delle persone che vivono nella casa. Casa inserita nella comunità di Cenni da cui ne colgono benefici sia le persone che le assistenti. In futuro si lavora sul come andare avanti diminuendo il supporto dei familiari. Creare la cultura del durante di noi anche per le persone gravi e le loro famiglie.

Casa Lulù: 3 persone con due assistenti alla persona. Anche in questa situazione si evidenzia un miglioramento della qualità della vita, anche con esempi pratici e concreti che favoriscono maggiori opportunità. I genitori e i familiari hanno la possibilità di vivere la vita dei ragazzi senza staccarsi completamente. Il monitoraggio è fatto dal Don gnocchi.

Casa Betti David Scagliotti della coop. Azione Solidale ricorda la realizzazione all’interno di un condominio solidale, progetto realizzato insieme all’associazione di genitori Presente e Futuro, in cui vivono 8 persone dei CDD e gli appartamenti di Muggiano e di via Cenni. In via Cenni dopo un anno e tre mesi non ci sono persone inserite.

Pisoni dice che a Milano vi è una lista di attesa per la residenzialità delle persone disabili di 300 utenti. Il Comune dovrebbe mettere a disposizione più risorse, più appartamenti di sua proprietà per la residenzialità. Per sviluppare esperienze di sperimentazione e case famiglia. Per anticipare le situazioni di emergenza che oggi avvengono.

Bianca Cappellato Piccolo Cottolengo Don Orione sottolinea l’attenzione a non stigmatizzare le Rsd, perché crea un vissuto negativo e una fatica per i genitori che poi inseriscono i figli in queste residenze. Racconta come i genitori che hanno figli inseriti da loro sono soddisfatti, anche se non partecipano al Polo e posso essere presenti nella quotidianità dei propri figli, a volte sono supporto anche per chi è senza familiari.

Daniela Pescarolo della coop. Coesa sul problema del puntare più sulle sperimentazioni o sulla residenzialità per persone gravi, dice che tutte le possibilità vanno tenute presenti. Per le liste di attesa, al tavolo permanente per la disabilità si è cercato di razionalizzare la materia creando due liste di attesa: una per le RSD e le CSS ed una per le Comunità Alloggio.

Un consigliere della zona 6 comunica che la Regione Lombardia ha recentemente tolto 200 appartamenti dall’ERP per metterli a disposizione per motivi sociali. Un altro consigliere della zona 6 risponde che difficilmente tali appartamenti potranno essere utilizzati per la residenzialità anche perché molti non sono adatti (molto piccoli e alcuni con barriere architettoniche).

Il consigliere comunale Cormio, che da tempo segue il problema della disabilità, afferma di aver visto una grande crescita delle famiglie. Ha seguito il progetto di viale Puglie (casa famiglia in un appartamento di 75 mq. ricavato da una portineria). Propone che nella commissione consiliare comunale di maggio vengano portate esperienze concrete di residenzialità coinvolgendo i poli (2 per polo).

Il consigliere di zona 7 Boati ricorda l’attività della zona per i progetti di housing sociale e l’azione per sostenere il progetto dell’associazione La Comune in via Novara.

Giovedì 16 aprile alle 18, la dott.sa Menichini in c.d.z 6 risponderà ad interrogazioni delle famiglie su casi singoli.

Il prossimo incontro del Polo Ovest si terrà il 12 maggio alle 9,30 presso la sede del CDZ 7.

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