avere una visione trasversale e una progettualità inclusiva

Soprattutto sul tema dell’abitare,ma non solo , è necessario che insieme sviluppiamo,la capacità di lavorare in rete trovando punti di contatto anche con mondi che all’apparenza sembrano lontani.

Negli ultimi 30 anni il mondo della disabilità ha creduto che  il lavoro lobbistico fosse garanzia per la tutela dei diritti delle fasce della popolazione a cui si riferiva,ottenendo qualche successo che la crisi rischia di spazzar via,non essendo ancorato ad una reale cultura della solidarietà che avrebbe dovuto produrre cambiamento sociale partendo da diverse priorità di Valori.

Ma per  essere attori di cambiamenti culturali dobbiamo trovare alleanze e denominatori comuni che ci permettano di non essere nicchia tra i bisogni ma bisogno fondamentale, la cui soluzione è indicatore della civiltà di un Paese.

il tema dell’abitare e non del ricoverare,della casa e non dell’ospizio  aprono alleanze nuove e nuove visioni

l’Abitare come uso corretto del suolo bene pubblico,delle rinnovabili,della prossimità nei quartieri,della cultura del buon Cittadino della sobrietà e dell’uso consapevole delle risorse comunali sono le precondizioni per dire che stiamo realmente lavorando per il benessere anche delle persone con disabilità,persone con disabilità e loro famiglie non ripiegate sulle loro sofferenze ,ma aperte a costruire e sperimentare insieme ad altri,modelli nuovi di convivenza utili alla comunità tutta e quindi anche a loro .

La sofferenza personale spesso non ci permette di avere queste visioni,quasi che il mio dolore ,le mie preoccupazioni siano più grandi del dolore e delle preoccupazioni degli altri e così pretendiamo che gli altri s’interessino al nostro mondo  non ricordando che ne potremo uscire solo insieme .

Meno reti tematiche e più reti sui bisogni: la cultura,la casa,il tempo libero,il diritto alla cura, guidati da quel “m’interessa” che è chiave di una società civile .

“I Care,m’interessa” nuove lenti da ricostruire insieme nei territori dove spesso la solitudine è il risultato della nostra incapacità ad ascoltare e giocarci in prima persona dove il luogo comune è” il disabile non conta elettoralmente il vecchietto sì,le giovani coppie ni, il diagio psichico ?”, ma la casa che è un bisogno per tutti per esempio  come conta ?

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