terremoto in Emilia : un ponte per i bambini con disabilità della lucciola onlus di Stuffione di Ravarino (MO)

Grazie a Massimo Ferrario,

                                                   di laboratorioArchimede,abbiamo incontrato questa Storia (una fra le tante …) che abbiamo adottato per essere anche noi un po’ vicini ai nostri amici Emiliani in questo momento difficile,una storia che parla di bambini con disabilità e di operatori e volontari come noi :

Guido

Carissimi amici, colleghi di lavoro, conoscenti, parenti, ecc.so che in questi giorni state ricevendo numerose richieste di aiuto per il terremoto in Emilia dei giorni scorsi e purtoppo anche dei giorni attuali.

Vi mando una mail scritta da Paola Sarti, una delle operatrici della “Lucciola” onlus,


una casa che ha subito numerosi danni a causa delle recenti scosse, e che ha bisogno di essere messa in sicurezza, prima e poi di essere completamente resa antisismica per poter ospitare circa 60 bambini disabili che stanno facendo un lavoro incredibile: cercare di imparare a vivere in un mondo adeguato anche a loro.

Allego, la mail di Paola, che è chiarissima e spiega tutto il problema.

So che ciascuno di voi sta già facendo molto, ma a volte bastano 5 euro moltiplicati per X persone, per raggiungere cifre considerevoli. Gli operatori della Lucciola si stanno già interessando per ottenere prestiti agevolati e finanziamenti, ma la cifra da raggiungere è molto alta, per cui hanno bisogno dell’aiuto di tutte le persone sensibili, per poter proseguire il loro lavoro con i ragazzi che stanno curando.

Certo di un vostro interessamento, rimango a disposizione per eventuali chiarimenti sia per mail che per telefono

Per cortesia, diffondete questo mesaggio alle vostre mailing list.

dal sito www.lalucciola.org, potrete ricavare tutte el informazioni utili per una donazione liberale.

Massimo Ferrario
massimo.ferrario@fastwebnet.it
3286080032

DA PAOLA SARTI  :

Carissimi,

vi scrivo piena di preoccupazione per la grave situazione in cui versa la Lucciola, un centro di cura per bambini con disabilità
Il terremoto del 20 maggio aveva già creato numerosi danni, per fortuna non gravi. Non potevamo accedere ai piani superiori della Villa per il dissesto della scala, si erano aperte crepe un po’ duvunque. Contavamo comunque di farcela da soli a sostenere i costi delle riparazioni, seppure con molti sacrifici. A quelli ci siamo abituati da sempre.

Le scosse di martedì 29 hanno radicalmente cambiato la situazione.
La Villa è stata dichiarata ufficialmente inagibile dai periti (ma bastavano gliocchi per capire), tutti gli altri edifici, tranne la casina esterna, hanno subito danni molto seri. Alcuni bambini e operatori si trovavano all’interno, ma per fortuna sono usciti inclumi mentre i muri si crepavano e cadevano ovunque calcinacci. Solo tanta paura. Le spaventose crepe nella Villa (che hanno segato quasi tutti gli architravi e di netto due angoli alti della costruzione) la rendono vulnerabilissima in caso di nuove scosse: la probabilità di crollo è molto alta secondo gli esperti della protezione civile.

Non avremo assolutamente la forza economica per risollevarci da soli. La Lucciola rischia seriamente di chiudere; trent’anni di impegno, di passione fortissima per la cura dei bambini, di rigore costante potrebbero concludersi così. Non riesco neppure a pensarci, neanche adesso che vi scrivo. E’ come se non accadesse davvero.

I bambini continuano a venire ogni giorno. No, non siamo matti … o almeno non più di quanto lo siamo sempre stati. Da quelle parti la paura, l’angoscia sono grandi: la terra non smette di tremare e anche a Modena le scosse si avvertono più volte al giorno. Per i bambini di cui ci occupiamo il bisogno di contenimento è più acuto che mai e le famiglie sono comprensibilmente in grande difficoltà e chiedono aiuto. Ma c’è anche una ragione per così dire “nostra”, una ragione educativa. In un mondo che non vuol vedere la sofferenza, che nega il dramma, che non tollera l’imprevisto i bambini, quasi tutti i bambini, non riescono a maturare la capacità di difendersi, di reagire e crescono più vulnerabili che mai. Quest’occasione, per quanto atroce, può servire per insegnare (almeno a quelli di cui possiamo occuparci) come trovare risorse ed energie per reggere l’impatto, come usarle per riprendersi. Così oggi, con loro, abbiamo montato un campo di tende- altre ne arriveranno domani – e ci siamo trasferiti lì, in un’area assolutame
nte sicura. Abbiamo portato via quel che potevamo dalla Villa, abbastanza per avere la sensazione di un luogo minimamente familiare. Hanno lavorato come pazzi e noi con loro – ma alla fine c’era perfino la voglia di cantare un po’.

Ora però c’è da affrontare una situazione difficilissima: se anche la Villa non crollerà i costi saranno di circa 1.000.000 di euro per cercare di ripristinare tutto. Se poi dovesse crollare non abbiamo idea. Passeremo l’inverno – sarà quas
i inevitabile – nella casina di 120 mq all’esterno del parco come fu nel 1996 quando aspettavamo la ristrutturazione stipati come sardine: non ci spaventa, saràfaticoso ma si può affrontare. Quello che non si affronta è un impegno economic
o così. Non ce la facciamo.

Ora io non so bene cosa chiedervi perchè tanti di voi hanno già difficoltà ad arrivare a fine mese.
Forse, per quanto potete, vi chiederei di dirlo ad altri, di far conoscere questa situazione. Abbiamo appena finito il sito nuovo www.lalucciola.org .

Forse puòessere uno strumento per avvicinare la Lucciola anche ad altri e magari … chissà ….

Vi ringrazio moltissimo per tutto quanto potrete e vorrete fare.
Vi abbraccio con la gola stretta
Paola

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