Abitare nella città metropolitana

 

La comunicazione dei nostri progetti CASA,propedeutica alla raccolta fondi per integrare le risorse mancanti ,è ancora debole ed è indirizzata a due target molto differenti: gli abitanti di una metropoli che,potenzialmente,possono anche essere interessati ai progetti casa (1200000 abitanti aziende,multinazionali ecc..) e gli abitanti della provincia,frammentati per storia e abitudini in target di c.ca 500000 persone (nord sud est ovest ).
Questi 5 territori di riferimento dei nostri progetti per un abitare inclusivo, possono pescare risorse solo all’interno del loro target di abitanti,perchè gli altri territori sono giustamente attenti ai loro progetti .
Ciò ci fa dire che la città di Milano ha molte marce in più se si sanno utilizzare,ma la necessità dei progetti casa,così come noi l’intendiamo, non c’è solo a MIlano.
Superare questo problema appare impossibile, se non iniziamo a ragionare in termini culturali e operativi in una visione di città metropolitana e provinciale.
Occorrerebbe una Regia autorevole che pianificasse gl’interventi e le collocazioni sul territorio ridistribuendo anche le risorse in una logica di mutualità e solidarietà…
E’ l’inizio di una riflessione,una riflessione che fa la differenza.

Per ora il territorio provinciale ha le armi ancor più spuntate rispetto alla città di Milano e forse la città di Milano non si rende conto delle sue occasioni mancate…

Per questo auspichiamo che l’assessorato al welfare di MIlano  possa farsi promotore di un gruppo di lavoro allargato alle reti dell’hinterland, che inizi ad avere una visione che superi i confini del dazio,perchè le nostre famiglie che vogliono in rete progettare soluzioni abitative inclusive verso le fasce deboli della popolazione,tra cui le persone con disabilità,non si fermano al dazio,ma spesso trovano ascolto e occasioni di progettazione nei comuni dell’hinterland.

in una logica di abitare diffuso,è strategica una regia che possa definire l’ubicazione di questi “progetti casa”in maniera omogenea sul territorio,superando la macchia di leopardo odierna,creatasi per assenza di regia condivisa

Guido de Vecchi

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