fondazioni di partecipazione e modello toscano

E.Vivaldi,Le FdP enti locali per dopo di noi

….“ Pare opportuno richiamare i presupposti di riferimento del servizio: la centralità dei bisogni della persone con disabilità ed il Progetto di Vita quali elementi fondamentali sulla base dei quali orientare ogni azione. L’esperienza di questi anni ha confermato che solo il connettere e mettere insieme permetta di implementare le risorse disponibili e crearne di nuove; questo ha portato ad assumere come modello guida la “Teoria delle quattro gambe del tavolo”, la quale sostiene  che la progettazione sociale territoriale debba essere basata sulla collaborazione tra ente pubblico, cooperazione, associazionismo e fondazioni di partecipazione locali perchè ognuno di questi soggetti gioca un ruolo preciso e ha funzioni proprie ed esclusive sia da un punto di vista giuridico che gestionale .

L’ente locale attraverso la regia dei Piani di zona è organo di governo dei processi e di eventuali tensioni nella rete, la cooperazione è l’ente delegato alla gestione dei servizi, l’associazione è l’ente di vigilanza della loro qualità ed incubatore delle innovazioni, la fondazione di partecipazione è il legittimo forziere delle risorse immobiliari e mobiliari che le famiglie o i cittadini vogliono destinare a questo scopo .

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