Vacanze invernali accessibili; Fondo non autosifficienza; Io, giornalista disabile; Nuove risorse per l’autismo

L’inverno è ormai alle porte…cosa c’è di meglio del progettare una bella vacanza? Qualche giorno o qualche settimana…questo dipende tutto da voi, noi vi suggeriamo qualche proposta all’insegna dell’accessibilità e dello sport. Inseriremo qui tutte le segnalazioni che ci perverranno con l’avvicinarsi della stagione, se anche voi avete qualcosa da segnalarci scrivete a

 

redazione@disabili.com

 

https://www.disabili.com/viaggi/speciali-viaggi-a-tempo-libero/vacanze-invernali-accessibili-ai-disabili

Vorrei (andare a scuola ) ma non posso!

Come LEDHA abbiamo deciso di organizzare, in poco tempo, una iniziativa dedicata al diritto allo studio dei bambini e ragazzi con disabilità in LombardiaMARTEDI’ 13 DICEMBRE MATTINA, ALLA CAMERA DEL LAVORO DI MILANO.  L’urgenza viene dal fatto che, ancora una volta, mancano le risorse destinate ai servizi di assistenza alla comunicazione e per i servizi di assistenza educativa e di trasporto per le scuole superiori, Con il nuovo anno le Province e la Città Metropolitana non avranno neanche i fondi (insufficienti) stanziati nel 2016 e quindi tutti gli interventi sono messi in discussione. 
Chiedo, con questo messaggio, di fare il possibile per partecipare e, anche, di fare in modo che questa proposta arrivi a tutte le persone interessate, a partire dai ragazzi coinvolti, alle loro famiglie ma anche a insegnanti, educatori, specialisti, amministratori e tutti quanto hanno a cuore il destino della nostra scuola.
Se possibile, per ragioni organizzative, chiediamo di confermare l’iscrizione inviando una mail a info@ledha.it oppure andando sul nostro sito.
A dieci anni dall’approvazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, il diritto allo studio in Lombardia non viene ancora pienamente garantito. LEDHA e FAND organizzano un dibattito pubblico sul tema.
Martedì 13 dicembre, in occasione del decimo anniversario dell’approvazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità in collaborazione con Fand (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità ) organizza un momento pubblico di confronto dal titolo “Vorrei (andare a scuola) ma non posso!”

Tema dell’incontro, sarà diritto all’inclusione scolastica per alunni e studenti con disabilità. Un diritto che – a dieci anni dall’approvazione della Convenzione – in Lombardia ancora non viene pienamente garantito. Durante la mattinata, LEDHA vuole fare il punto della situazione, dando parola a tutti gli attori coinvolti a vario titolo nel delicato processo dell’inclusione scolastica: genitori, enti gestori, lavoratori, associazioni e istituzioni locali. Attraverso le loro testimonianze sarà possibile conoscere e analizzare la situazione attuale. Ma soprattutto individuare proposte e azioni comuni da mettere in atto per risolvere definitivamente il problema del diritto allo studio per alunni e studenti con disabilità. Un tema che – anno dopo anno – viene affrontato in maniera emergenziale, ma che invece richiede una risposta strutturale, con stanziamenti certi e un’organizzazione delle competenze chiara e strutturata.

L’appuntamento per il convegno “Vorrei (andare a scuola) ma non posso!” è per martedì 13 dicembre 2016, dalle ore 9 alle ore 13.30 presso la Camera del Lavoro – “Sala Di Vittorio” a Milano (Corso di Porta Vittoria 43).
Ingresso accessibile per le persone con disabilità motoria da via Manlio e Gioacchino Savarè. Previsto il servizio di sottotitolazione e interpretariato in LIS.

La casa di Mowgli

 

Che sia una sola stanza, un piccolo bilocale, con la fidanzata o con gli amici. La vera sfida per la vita indipendente è trovare la casa di ciascuno.

Mattina di sole di mezzo autunno, poco prima di pranzo. Al centro diurno si chiacchiera, nell’attesa di scoprire se la ditta che gestisce il catering oggi (almeno oggi) rispetterà le ordinazioni… qualcuno incrocia le dita, altri alzano invocazioni al cielo… tutti aspettano gli spiedini di manzo e i sofficini. Ci si racconta, al centro diurno, tra un’imprecazione rivolta al Milan e una coerentissima dichiarazione d’amore alla vicina di tavolo, tra una battuta e uno stomaco che inizia a brontolare.

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LombardiaSociale Newsletter n.XVI/2016

Dati e ricerche Invalidità, crescono le richieste e i tempi di attesa. E in Lombardia, cosa succede?

Programmazione e governance La sfida di un Servizio Sociale Professionale nella Riforma lombarda. Un’approfondimento della proposta dell’Ordine degli Assistenti Sociali lombardi

Comunità Welfare di tutti: innovare strumenti e misure per un sistema di welfare aperto alla città. Un’analisi ad un anno di avvio del progetto di welfare comunitario del Comune di Milano.

Immigrazione Sostenere la corresponsabilità e la collaborazione nelle politiche per l’accoglienza e l’integrazione. L’esperienza del legnanese.

Disabilità Servizi sociosanitari: luoghi di cura o di vita?Un commento ad una recente vicenda sulla regolazione nella somministrazione dei farmaci

Nel territorio Come si sviluppa coesione sociale in contesti fragili? Messaggi dal progetto Semi di comunità

Invitiamo tutti coloro che sono interessati al welfare lombardo a fornire contributi, idee, esperienze e punti di vista utilizzando l’area commenti o scrivendo a posta@lombardiasociale.it.

Ricordiamo che nella sezione eventi e inizative potete trovare segnalazioni di incontri, seminari e convegni sui temi del welfare sociale in Lombardia.

Per essere sempre informati sulle attività di LombardiaSociale.it potete seguirci su Twitter o iscrivervi alla nostra Newsletter.

Lo staff di LombardiaSociale.it

LEA: logiche e risposte obsolete per la disabilità

Non potevamo aspettarci nulla di diverso: quando un testo di questa portata viene redatto ignorando la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, l’esito non può che essere quello che abbiamo sotto gli occhi! Un testo obsoleto, inadeguato, ampiamente irricevibile.”

Questo il primo commento del Presidente FISH, Vincenzo Falabella, all’uscita dall’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera dove è all’esame il Decreto sui nuovi LEA.

La FISH, depositando agli atti una memoria, esprime forti riserve sull’intero impianto del decreto elaborato dal Ministero. E le puntuali critiche riguardano sia le modalità di elaborazione che il merito delle disposizioni.

Il Ministero della Salute ha di fatto rifiutato uno strutturato confronto con le associazioni delle persone con disabilità e di molte altre organizzazioni dell’impegno civile, di operatori e tecnici, perdendo un’occasione straordinaria di costruire una norma davvero efficace, moderna, condivisa. Ha invece concentrato l’attenzione al mantenimento di linguaggi e modelli vetusti e obsoleti, al contenimento dei costi in un’ottica meramente di cassa.” Ma una nota dolente è anche riservata al mancato confronto con l’Osservatorio nazionale sulla disabilità che opera all’interno del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e che in tema di LEA aveva prodotto proprie osservazioni, totalmente ignorate.

Le stesse apparenti novità rimangono incardinate in logiche che hanno già dimostrato il fallimento. Poco conta l’apprezzabile intento di ampliare l’elenco, ad esempio, delle malattie rare, quando le modalità di modificazione di quell’elenco rimangono le stesse. Poco conta prevedere ausili nuovi o tecnologicamente avanzati se poi i percorsi di erogazione mantengono criteri amministrativi e sanitarizzanti che producono più costi che risparmi e che limitano fortemente la libertà di scelta delle persone e relegano l’abilitazione e la riabilitazione lontane dal ruolo che dovrebbero avere. No: i nuovi LEA perpetuano il concetto di “compensazione della menomazione” nell’erogazione degli ausili e delle protesi, al contrario di quanto prevede la CRPD in termini di diritto alla salute, alla mobilità, alla comunicazione.

Siamo lontanissimi dai principi di inclusione previsti dalla Convenzione ONU e dalle stesse prescrizioni dell’OMS: l’adozione di un linguaggio obsoleto, inadeguato e incongruente ne rappresentano l’evidenza.

Ma non è tutto: il regime sociosanitario, così come inteso nel testo proposto, esclude il progetto individuale ed esperienze rispettose dei diritti umani, ripropone lo schema che produce segregazione in palese violazione persino della recente norma sul “dopo di noi” (legge 112/2016). Il sociosanitario si presenta ancora una volta come una congerie di servizi per nulla raccordati e con l’individuazione di rispettive categorie di beneficiari del tutto indecifrabili e sovrapponibili (si parla ora di “disabilità complessa”, ora di “invalidità civile”, ora ancora di “non autosufficienza”) in cui la stessa persona potrebbe rientrare, con l’inevitabile esito di non promuovere il benessere della persona, ma di renderla meramente destinataria di assistenza frammentata ed inefficace.

Desolante è l’assenza di attenzione alle menomazioni di natura sensoriale e alle esigenze delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale relativamente all’informazione, alla comunicazione, all’accessibilità alle campagne di prevenzione, alle relazioni con gli operatori sanitari e sociosanitari.

E veniamo alla reale concretezza dei nuovi LEA, aspetto su cui finora è prevalso il silenzio: quando verranno applicati? Garantiranno realmente una parità di trattamento in tutto il Paese?

La reale applicazione dei LEA, e quindi la concreta ricaduta sui Cittadini, è rinviata sine die, in particolare per le prestazioni più innovative e l’assistenza protesica. Ciò traspare dall’Intesa Stato-Regioni del 9 settembre scorso: vi si prevede una generica graduale applicazione nel tempo. È giustificata l’ipotesi che tale dilazione non sia connessa a motivi organizzativi ma ad una non adeguata copertura finanziaria.

Il testo proposto lascia margini decisionali eccessivi su aspetti anche delicati, delegando alle Regioni la disciplina successiva su ambiti tutt’altro che organizzativi; l’effetto rischia di riproporre profonde disparità territoriali che ben conosciamo.

E infine “il re è nudo”: prima ancora che i nuovi LEA vengano approvati viene predisposta (Intesa Stato-Regioni del 9 settembre 2016) una Commissione per l’aggiornamento dei LEA che dovrebbe entrare immediatamente in funzione. Un implicito riconoscimento dell’inadeguatezza dello strumento regolamentare non ancora adottato. E da questa Commissione sono esclusi i Cittadini, gli operatori e i loro rappresentanti.

Oltre al tempo, si è persa un’occasione per ripensare le politiche, i sistemi, i servizi in modo più civile, efficace, moderno e rispettoso dei diritti umani. Non possiamo che prenderne – ancora una volta – recisamente le distanze.”, conclude Vincenzo Falabella, ripetendo l’affermazione espressa in Commissione Affari Sociali.

La Memoria della FISH – Audizione 23 novembre 2016 – XII Commissione Affari sociali – Camera dei Deputati è disponibile al seguente indirizzo:

memoria_fish_lea_audizione_23_11_2016

SAVE THE DATE- WORK SHOP -INVITO – Il durante noi e il dopo di noi. Un nuovo progetto per milano

Il Tavolo Permanente sulla disabilità del Comune di Milano in collaborazione  con l’Università  degli Studi Statale di Milano  organizza
                                                                               
                                                                                               
              
Interviene Pierfrancesco Majorino -Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute,Diritti -Comune di Milano

L’iniziativa  è inserita nel programma della Settimana della disabilità che va dal 29 novembre al 3 dicembre. L’evento si terrà nella Sala Vitman dell’Acquario Civico in Viale Gladio, 2  a Milano e avrà inizio alle ore 9,30.
La partecipazione è libera e gratuita. È garantito il servizio di stenotipia e di interpretariato in lingua dei segni.
Nei prossimi giorni il programma dettagliato della giornata.
E’ gradita la vostra partecipazione.
Con la preghiera di darne ampia diffusione
Vi aspettiamo numerosi.
 
 
Dottoressa  Antonella  Miccoli
Ufficio di Staff
Direzione Area Domiciliarità e Cultura della Salute
Via S. Tomaso, 3 
02- 88454215