NOIlab: saldiamo i nodi della Rete

polo sud e est in movimento :  per uscire dalla solitudine
Social Coworking a Rozzano per creare un ponte solido con la citta’ di Milano e sostenere gli ETS ,migliorare la comunicazione e le nuove progettualità’ sociali su questo territorio , il primo incontro i 14 maggio alle 19.30 presso cav Rozzano via garofani vi aspettiamo

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verso NOIlabMilano distretto 7 Milano , per il dopo di noi nel durante noi.

Il punto di Prossimita’ NOIlabMilano distretto 7 Milano
per il dopo di noi nel durante noi.

Da portatore di handicap a persona fragile un percorso culturale

In questi trent’anni siamo passati dall’uso del termine portatore di handicap a persona fragile, passando per handicappato, diversamente abile, persona con disabilita’ .Visto che le parole segnano un cambiamento culturale, siamo passati da una logica emarginante ad una logica inclusiva .
nel 2004 la legge sull’amministratore di sostegno ha segnato un punto molto importante verso un concetto trasversale di fragilita’, fragilita’ che la comunita’ locale deve accogliere e tutelare ,in luoghi riconoscibili che segno di prossimità .

Dallo sportello Ads al punto di prossimità

Per questi motivi ,in tutta la regione lombardia, grazie al progetto Cariplo-csv – ledha ,nacquero intorno al 2010 gli sportelli sull’ads ,luoghi per promuovere e sostenere questa figura di cittadinanza attiva .
in contemporanea, nelle reti sociali si e’ sviluppato il concetto di Progetto di Vita di cui l’ads e’ una delle azioni virtuose da sviluppare, insieme all’abitare, al tempo libero/vacanze ,alla gestione del risparmio, al lavoro possibile .

ruoli e funzioni del Punto di Prossimita’
con la legge 112 sul dopo di noi , e le risorse economiche messe a disposizione, si fa sempre piu’ forte l’esigenza di offrire alle famiglie e agli ETS ,un luogo riconoscibile nei territori, in cui partendo dal progetto di Vita con la persona fragile e la sua rete affettiva, si possano sviluppare progetti personali e di piccolo gruppo per la vita adulta, quindi per il cd dopo di noi .

 

UN luogo quindi di :
– ascolto dei bisogni
individuazione delle priorità
progettazione
realizzazione e gestione di progetti personalizzati
messa in rete delle risorse umane, progettuali ed economiche
individuazione di nuovi modelli gestionali
pianificazione degli interventi
monitoraggio della loro qualità attraversi gli ads e i caregivers

 

la rete di sostegno

questo luogo verra’ sostenuto dal pdz dalla rete degli ets e dalla comunita’ (famiglie)

attivita’ di NOILAB e costi di gestione
accoglienza famiglie
rilevazione dei bisogni
gruppi famiglia
promozione del ruolo di ads
sostegno alla gestione delle ads e gestione dirette
stesura insieme del progetto di vita
sviluppo di una rete di professionisti per un apporto multidisciplinare
incubatore di progetti CASA complessi
servizi domiciliari di manutenzione casa e assistenza
sviluppo dell’abitare diffuso e del cohousing
messa in rete di risorse strutturali disponibili
gestione della domanda e offerta di posti casa

IL PROGETTO DI VITA
ads lavoro pro bono e retribuito salute autonomia vacanze tempo libero mantenimento e sviluppo rete sociale di riferirento hobby/piaceri

ads
lavoro pro bono /retribuito
rete
sociale
interessi e piaceri
vacanze

l’ abitare diffuso

abitare sociale diffuso, in un territorio definito l’offerta abitativa è data da una
rete di residenze non ubicate nello stesso spazio ma collegate fra loro, con
stessi referenti amministrativi e gestionali.
Tale concetto nel mondo della fragilita’ ci permette di collegare fra loro realtà
abitative differenti (anche con pesi assistenziali diversi ) che si adattano al
progetto di vita degli inquilini creando economie di scala .

“abitare diffuso ” prevede quindi  una solida realtà territoriale di riferimento che
funge da capofila e coordinamento
1 una rete di abitazioni collegate appartamenti css , microcomunità rsd
2   alcune associazioni e coop in ats
3  la definizione di un territorio di riferimento controllabile con spostamenti non
superiori ai 20 min  auto
4 l’associazionismo del territorio
5 i gruppi spontanei
6 le famiglie del territorio
7 le agenzie di aggregazione (parrocchie,centri sociali ecc)
Per quale territorio ?
indicatori per definire il bacino territoriale :
– appartenenza allo stesso pdz o a pdz limitrofi
– valutazione della rete viaria e dei trasporti che possa permettere
una facilità di spostamenti

Fondazione dopo di noi citta’ di Milano

Cos’ e’ la Fondazione : per noi un punto  d’arrivo e di partenza

d’arrivo
perché e’ il risultato di quasi 30 anni di lavoro
da quando  il 22 marzo del 1988 Anffas milano scrisse agli enti storici milanesi per invitarli a lavorare insieme sul quello che allora si chiamava “dopo di noi”,
poi venne oltre noi, Fondazione Cariplo,sempre presente, il convegno del 1999 in via Romagnosi dove venne presentata l’idea di fondazione di partecipazione da cui nacque idea vita , la nascita di CSV, Spazio residenzialita’ con ledha,il progetto regionale ads, i poli dell’abitare (ora delle fragilita’) poi progettami  e ora questa sfida di fondazione Milano .

Fare memoria e ricordare  -riportare nel cuore –

perche’ la memoria ci aiuta nei momenti in cui rischiamo di perdere il senso del nostro agire e del nostro stare insieme, quelle reti  che hanno  reso possibile  lo sviluppo di progetti innovativi (ricordati da Cascina biblioteca con la prima residenza promossa da idea vita, al  R.I.T che ha prodotto Casa alla fontana, contaminando la rete del Gallaratese per realizzare Casa Betti e poi casa Lulu’,via Cenni, Figino, Oikos a Greco…

Siamo passati dall’handicappato,al diversamente abile alla persona con disabilita’ alla persona fragile,quelle fragilita’ che vanno riconosciute e sostenute da una Comunita’ che sa accogliere…

Parallelamente  dall’istituto alla comunita’ alloggio  all’abitare diffuso,concetto che i poli delle fragilita’, stanno sviluppando nelle 4 aggregazioni territoriali della citta’ metropolitana : un territorio, delle case in rete, un luogo  di riferimento …

Fondazione I Care ancora con la sua storia di famiglie con la porta “aperta”e di amicizie che credono nella possibilita’ di relazioni diverse tra le persone ( Villapizzone ) c’era e c’e’

insieme ad Idea Vita e a tante altre storie,
per sostenere ,facilitare,creare ponti provare a trasformare i sogni in progetti possibili mettendo insieme contatti, competenze visioni per provare anche a recuperare un po’ il volto di quei quartieri dove i progetti hanno trovato accoglienza .

Punto Di partenza : La sfida di una Fondazione promossa dal Comune di Milano  ,primus inter pares,spero di una costituenda rete virtuosa, punto di partenza e nuova risorsa  per un  welfare comunitario che sappia in primo luogo raccontare ai cittadini bisogni,storie,luoghi ai piu’ sconosciuti attraendo donazioni per nuovi progetti ,luogo autorevole per approfondire nuovi temi e sviluppare nuove strade, nuovi incontri,nuove collaborazioni ma ricordandoci tutti i giorni che solo insieme si puo’ . Che in sintesi vuol solo dire che dobbiamo stare insieme per passione per i beni comuni e non per piccoli interessi di bottega .

polo sud est: Aviva – anche la coop il balzo,nata dall’associazione famiglie ageha, con un bel progetto da votare

Il Balzo società ha una esperienza di consulenza rivolta al territorio, ormai decennale.
All’interno del nostro progetto Timpano ( sportello di consulenze sui temi della protezione giuridica , consulenza fiscale , supporto compilazione richieste pensioni di invalidità, consulenze legali,) è maturata la necessità di fornire alle persone anziane uno spazio dove imparare come accedere ai servizi online necessari al loro benessere.
Giorno per giorno è emerso chiaramente il bisogno di avere qualcuno a cui rivolgersi per acquisire semplici competenze informatiche che permettano di gestire i portali che oggi sono parte integrante della nostra vita.
Obiettivi:
• Fornire alle persone anziane assistenza e affiancamento per quanto riguarda :visura del cassetto previdenziale, richiesta attivazione PIN , conversione del PIN in PIN DISPOSITIVO, compilazione online di ISEE, riconoscimento invalidità civile.
• Far acquisire agli utenti dello sportello competenze per la ricerca online di servizi quali ad esempio servizio di trasporto sanitario, ricerca badanti o assistenti socio sanitari, fornitura ausili.
Azioni progettuali:
• Gestione dello sportello RESTA CONNESSO: all’interno della nostra sede di Rozzano, Via Roma 89, una operatrice formata e con esperienza riceve le persone che ne facciano richiesta previo appuntamento telefonico. In una seduta di affiancamento , presso una postazione informatica messa a disposizione appositamente, l’operatrice mostrerà concretamente come utilizzare il pc e come muoversi nel web. L’intervento sarà tarato sulle esigenze del singolo e punteranno a dare una risposta immediata al bisogno espresso.

https://community-fund-italia.aviva.com/voting/progetto/schedaprogetto/30-277Aviva

polo sud est : l’associazione Altropiano chiede un aiuto…

Nella logica di sostenere la rete, abbiamo ricevuto una richiesta dall’associazione ALTROPIANO,associazione che opera nel sud milanese a Rozzano.  ha presentato un progetto ad Aviva per poter offrire a 3 ragazzi che vogliono intraprendere un mestiere di artigiano .

Ci sembra ovvio aiutare questa associazione di giovani a dare una mano ai giovani

il titolo del progetto e’ “FORMATO ARTIGIANO ”

un piccolo gesto di prossimità’ che costa 5 minuti

grazie !

https://community-fund-italia.aviva.com/voting/campagna/esserecoinvolti

coop DAR CASA

http://www.darcasa.org/

DAR=CASA nasce all’inizio degli anni novanta per offrire una risposta al bisogno di casa dei cittadini stranieri.
DAR significa casa in arabo ma per noi è sempre stato anche acronimo di “diritto a restare”.
Ben presto, a fronte a un bisogno abitativo sempre più diffuso, estendiamo la nostra azione a tutti, italiani o stranieri, alla ricerca di case in affitto a prezzi ragionevoli.

Per superare una logica assistenziale e offrire risposte durature ci costituiamo come una cooperativa edificatrice. Una “impresa sociale”: un soggetto che non distribuisce utili ma che è comunque capace di confrontarsi con il mercato.

Ci posizioniamo all’interno del cosiddetto “terzo settore abitativo“, ovvero quell’area del privato sociale, importante in diversi paesi europei ma ancora residuale nel nostro , che affianca le politiche pubbliche sulla casa secondo una logica di integrazione e sussidiarietà.

La scelta della cooperativa a proprietà indivisa si rifà alla ricca tradizione di solidarietà sociale del movimento cooperativo che ha avuto un ruolo considerevole nel passato nel provvedere un’abitazione dignitosa alle persone in difficoltà economica e rispecchia la nostra convinzione per cui sia l’affitto la misura più adatta al bisogno sociale di casa.

A causa delle iniziali difficoltà di relazione con le amministrazioni pubbliche, per partire ci rivolgiamo al mercato privato acquistando alloggi prima a Vailate e poi a Milano (via Bembo). Una volta ristutturati, gli alloggi sono concessi in locazione ai soci iscritti in lista di prenotazione secondo un’assegnazione in godimento di alloggio sociale.
Successivamente sperimentiamo una prima collaborazione con l’amministrazione del Pio Albergo Trivulzio che affitta alla cooperativa, per otto anni, alcuni alloggi in cascinali molto degradati nel centro di Trecella, frazione di Pozzuolo Martesana. Li ristrutturiamo e fra 1995 e il 1996 possiamo assegnare sei alloggi ad altrettante famiglie, selezionate dalla lista di prenotazione ampliatasi considerevolmente già dai primi anni.

La svolta inizia nel 1997, con l’avvio di accordi, prima con ALER e poi con il Comune di Milano, per il recupero di alloggi pubblici, degradati e sfitti da tempo. Questi alloggi sono concessi in affitto a canone contenuto alla cooperativa per 15/16 anni, a fronte dell’obbligo di ristrutturarli e assegnarli in locazione a propri soci in possesso dei requisiti per avere accesso ad alloggi a canone sociale o moderato.

Questa modalità di intervento ci consente di aumentare in pochi anni la nostra offerta di alloggi, con costi relativamente contenuti e risultati di alto valore sociale.
Lavorando in questo modo infatti collaboriamo alla prevenzione dello spreco di patrimonio pubblico e ci specializziamo progressivamente nella gestione di interventi integrati, svolgendo un’attività sussidiaria rispetto alle politiche abitative delle amministrazioni locali.

A fine 2000 raggiungiamo i cento alloggi assegnati. Un passo avanti in questo processo, particolarmente significativo per qualità e complessità dell’intervento, si ha con l’intervento di recupero di una delle “Quattro Corti” di Stadera. I lavori terminano nel 2004 e permettono l’affidamento di 48 alloggi ad altrettante famiglie, di 16 nazionalità diverse. L’esperienza è stata raccontata da Apis nel video “Una cinque cento storie da raccontare“, una narrazione delle più significative esperienze della cooperazione milanese.

Con il passare degli anni e a fronte di una richiesta sempre crescente, diventa fondamentale per noi accrescere il numero di case in affitto disponibili sperimentando interventi di nuova costruzione.
In questa direzione si muovono i due progetti che affrontiamo negli anni 2000: 21 alloggi a canone concordato nel Villaggio Grazioli, realizzati attraverso la partecipazione al Consorzio Cà Granda e il progetto Seregno, che prevede la realizzazione di 12 appartamenti a canone moderato, assegnati attraverso graduatoria comunale.

Nel 2005 iniziamo un percorso di sistematizzazione della nostra struttura finalizzato a: sostituire progressivamente le numerose collaborazioni da parte di volontari con personale specializzato, rafforzare l’organizzazione e valorizzarne le competenze, favorire il ricambio generazionale e infine valorizzare maggiormente il settore dell’accompagnamento e della gestione sociale.

La gestione sociale diventa il nostro tratto distintivo, rafforzata dall’evidente bisogno cittadino di una risposta ai problemi abitativi capace di abbracciare, oltre alla casa, anche le dimensioni immateriali.
Di conseguenza, sono sempre più numerosi i progetti di coesione e integrazione sociale in cui siamo coinvolti.
In questa direzione procede il progetto Social City, all’interno del Contratto di Quartiere di Cormano e la nostra partecipazione, come gestore sociale, nel progetto “Cenni di cambiamento“.

Nel 2011 abbiamo festeggiato i nostri primi venti anni di attività scegliendo come slogan: “DAR è la dimostrazione che è possibile”, per sottolineare il successo di un’impresa che era parsa ai più come una scommessa azzardata se non persa in partenza.

Nel 2012 otteniamo da ALER 15 nuovi monolocali da ristrutturare nel quartiere San Siro arrivando a gestire in totale 39 case nel quartiere. Si rafforzano in questi anni le sinergie con Fondazione DAR cesare Scarponi Onlus,  partner per gli interventi di rigenerazione e promozione della coesione sociale nei cortili e negli spazi pubblici del quartiere.

Nel corso del 2014 rafforziamo la nostra azione a supporto delle politiche abitative cittadine con approccio sussidiario rispetto all’operato della pubblica amministrazione e otteniamo in gestione il progetto “residenza sociale“, dedicato ad affrontare l’emergenza abitativa e il progetto “ospitalità solidale“, per offrire monolocali in affitto a giovani precari sotto i 30 anni.

La nostra storia è stata raccontata da Piero basso, fondatore e oggi presidente onorario in un libro pubblicato nel 2013 da terre di mezzo.